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IL FABLAB CATANIA È PARTE DELLA RETE INTERNAZIONALE DEL MIT

13/03/2018, 20:08

Albert Einstein, Stephen Hawking, visione, fisica, idee, geni,



Cosa-abbiamo-in-comune-io-e-Albert


  Il 14 marzo 1879 nasce ad Ulma, in Germania, Albert Einstein



Appena poche ore fa è scomparso il grande astrofisico Stephen Hawking.

La sua teoria dei buchi neri ha rivoluzionato il mondo della cosmologia. Siamo increduli davanti alla coincidenza che vuole due grandi menti accomunati da un’unica data. Dedichiamo questo articolo alla memoria di Stephen Hawking genio sconvolgente e  icona della scienza moderna: salutaci Albert!
 


Oltre a essere uno dei più celebri fisici della storia della scienza, che sconvolse il modo di interpretare il mondo fisico Albert Einstein fu anche un filosofo .
 Come io vedo il mondo è una raccolta di brevi saggi scritti da Albert Einstein, pubblicata la prima volta nel 1934. 

Gli scritti raccolti trattano quattro argomenti: scienza, giudaismo, politica e pacifismo con uno scopo preciso: illustrare la figura di un uomo.


Ma come dicevo nel titolo io e Albert abbiamo qualcosa in comune...

1.Di lui apprezzo in particolar modo l’ironia. "Che un uomo possa trarre piacere dal marciare in formazione sulla scia di una banda basta a farmelo disprezzare. E’ stato fornito del suo grande cervello solo per sbaglio; gli sarebbe bastata la spina dorsale" in questa frase è racchiusa tutta la sua visione della guerra: stupida e inutile "cervelli sprecati". 

2.Einstein si è lasciato alle spalle la credenza in un Dio personale. La sua è piuttosto una religione cosmica che nasce dalla gioia per la spiegazione razionale di tanti fenomeni "meravigliosi". Ma non tutto è spiegato dal raziocinio: qualsiasi teoria ha un suo nucleo inafferrabile dalla ragione. 

3.Ma l’aspetto che più mi accomuna al grande Albert è quello descritto fin dalle prime pagine: la difesa (autobiografica) del diritto all’isolamento che, a detta di Einstein, qualsiasi personalità creativa può invocare per sé: <Solo(virgola) l’individuo può pensare>. Non per questo viveva in una torre d’avorio o si sentiva superiore ai più (in effetti avrebbe potuto non credi?) però considerava sacri gli spazi mentali e fisici dove avviene il pensiero creativo. E tu sai ritagliarti dei luoghi e dei tempi per coltivare il tuo pensiero creativo?

Le quattro sezioni in cui il materiale è stato diviso si susseguono con una logica rigorosa.   Il libro  va letto  ma ecco una sintesi breve delle quattro parti di cui si compone.

La parte 1°, che porta lo stesso titolo dell’intero volume, raccoglie alcuni scritti che illustrano la visione del mondo dello scienziato; la Parte 2°, politica e pacifismo, articola il tema dell’umana cooperazione che si libera dall’aggressività per combattere ignoranza e sofferenza; la parte 3° prende atto della catastrofe tedesca innescata dall’ascesa al potere di Hitler e racconta per epistole, la scissione con l’Accademia di Prussia ormai sotto l’influenza nazista.
la parte 4°, gli ebrei, delinea le convinzioni di Einstein a proposito di ebraismo e sionismo e presenta la sua visione sulla necessaria coesistenza tra arabi ed ebrei in Palestina. 

Se sapesse che 84 anni dopo non si è arrivati a nessuna soluzione avrebbe la conferma che ai più i cervelli davvero sono stati un regalo divino inutile.

Per te che sei arrivato a leggere fino a qui ho un premio: l’incipit del libro.


IL MONDO COME IO LO VEDO 
Quale straordinaria situazione è quella di noi mortali! Ognuno di noi è qui per un breve soggiorno; non sa per quale scopo, sebbene talvolta pensi di percepirlo. Ma dal punto di vista della vita quotidiana, senza approfondire ulteriormente, noi esistiamo per i nostri consimili ¬ in primo luogo per quelli che ci rendono felici con i loro sorrisi e il loro benessere e, poi, per tutti quelli a noi personalmente sconosciuti ai cui destini siamo legati dal vincolo della solidarietà. Cento volte al giorno, ogni giorno, io ricordo a me stesso che la mia vita, interiore ed esteriore, dipende dal lavoro di altri uomini, viventi o morti, e che io devo sforzarmi per dare nella stessa misura in cui ho ricevuto e continuo a ricevere. 

Non basterebbe anche solo questo stralcio per riformare tutte le nostre vite?  


O per iniziare a pensare come noi, comuni mortali  e non geni conclamati, vediamo il mondo. 


Intanto io   posso dirti   la mia visione   personale e i valori che  voglio  portare   dentro il   Fablab. 

Aspetto di conoscere i tuoi.








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